Casa costruita prima del 1991? Quanto consuma davvero secondo i dati ENEA

Se la tua casa ha più di 35 anni, non sei un’eccezione: sei la regola. Secondo il nuovo rapporto ENEA sulla Certificazione Energetica, il 76% degli immobili certificati nel 2024 è stato costruito prima del 1991 e l’anno di costruzione resta il fattore che più di ogni altro spiega la Classe Energetica di una casa. Vediamo cosa dicono i numeri, quanto consuma in media un’abitazione a seconda dell’epoca in cui è nata e perché l’APE è il modo più semplice per capire se la tua fa meglio o peggio della media.

Da dove arrivano questi dati

Ogni anno ENEA, insieme al CTI (Comitato Termotecnico Italiano), pubblica il Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici. L’edizione 2025 analizza oltre 1,2 milioni di Attestati di Prestazione Energetica emessi nel 2024 e raccolti nel SIAPE, il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica, di cui oltre un milione riguarda abitazioni.

Una precisazione utile: il rapporto fotografa gli immobili che hanno ottenuto un APE, soprattutto perché venduti o affittati, non l’intero patrimonio edilizio italiano. È comunque il campione più ampio e affidabile disponibile. Lo avevamo già raccontato per l’edizione precedente nel nostro focus sul Rapporto ENEA 2023.

Classe Energetica e anno di costruzione: il legame più forte

L’Italia ha avuto due grandi svolte normative sull’efficienza degli edifici. La prima è la Legge 10/1991, che ha introdotto le prime regole sul risparmio energetico nelle costruzioni. La seconda è il D.Lgs. 192/2005, che ha fissato requisiti minimi di prestazione e ha dato vita alla Certificazione Energetica, poi rafforzato dal decreto sui requisiti minimi del 26 giugno 2015. Ogni svolta si vede chiaramente nei dati.

Periodo di costruzioneClassi A4-BClassi F-GIndice mediano abitazioni (EPgl,nren, kWh/m² anno)
Prima del 19458,8%61,7%204
1945-197613,7%50,7%163
1977-199117,2%44,9%152
1992-200516,9%27,7%138
2006-201537,0%12,1%103
Dal 201684,2%4,9%28
Classe Energetica anno di costruzione ENEA

Fonte: elaborazione su dati ENEA, Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici 2025 (APE emessi nel 2024). Le percentuali di classe riguardano tutti gli immobili certificati, l’indice mediano solo quelli residenziali.

L’EPgl,nren, cioè l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, misura quanta energia da fonti non rinnovabili serve ogni anno a un metro quadro di casa per riscaldamento, acqua calda e gli altri servizi. È il numero da cui nasce la Classe Energetica, come spieghiamo nella guida su cos’è la Classe Energetica e come si calcola.

Tre cose saltano all’occhio:

  • un immobile costruito prima del 1945 ha più di 6 probabilità su 10 di essere in Classe F o G;
  • la fascia più numerosa in assoluto è quella del boom edilizio 1945-1976, con quasi 460.000 abitazioni certificate e un immobile su due è ancora nelle due classi peggiori;
  • un immobile costruito dal 2016 in poi ha 8 probabilità su 10 di trovarsi tra la A4 e la B e le abitazioni di quest’epoca hanno un indice mediano sette volte più basso di un’abitazione anteriore al 1945.

Le case che si comprano consumano più del doppio di quelle riqualificate

Il rapporto classifica gli attestati anche in base al motivo per cui sono stati redatti. Il confronto tra le abitazioni è eloquente:

Motivo dell’APEIndice mediano (EPgl,nren, kWh/m² anno)
Compravendita180
Locazione167
Riqualificazione energetica83
Ristrutturazione importante67
Nuova costruzione21

In pratica, la casa tipica che passa di mano ha un fabbisogno energetico più che doppio rispetto a una casa riqualificata. Il dato non dice che ogni riqualificazione dimezzi i consumi, perché confronta gruppi di immobili diversi. Racconta però un fatto concreto: chi compra casa oggi, nella maggior parte dei casi, acquista un immobile energivoro e la differenza si ripaga, o si paga, ogni inverno in bolletta.

È anche per questo che la Classe Energetica pesa sempre di più nelle trattative, come abbiamo visto parlando di come la Classe Energetica influenza il prezzo delle case. Se stai vendendo, conoscerla con precisione ti permette di presentarla nel modo giusto. Se stai comprando, ti dice quanto dovrai spendere per vivere in quella casa e quanto per migliorarla.

Anno di costruzione non è destino: cosa dice l’APE su come migliorare

Il dato più rassicurante del rapporto riguarda le raccomandazioni, cioè gli interventi migliorativi che ogni APE deve indicare. Le Linee Guida Nazionali del 26 giugno 2015 le rendono obbligatorie, pena l’invalidità dell’attestato. Per ciascun intervento il Tecnico Certificatore indica anche il tempo di ritorno dell’investimento e la Classe Energetica raggiungibile.

Nelle abitazioni certificate nel 2024 le raccomandazioni riguardano soprattutto:

  • l’isolamento di pareti, tetto e solai: 50,7%;
  • la sostituzione degli infissi: 21,1%;
  • l’impianto di riscaldamento: 15,8%;
  • il resto riguarda altri impianti, raffrescamento e fonti rinnovabili.

E il punto più interessante: solo il 12,1% degli interventi raccomandati richiede una ristrutturazione importante. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di lavori mirati, da programmare anche per gradi. Una casa degli anni Settanta, quindi, non è condannata alla Classe G: ha bisogno di sapere da dove partire. Se vuoi approfondire due degli interventi più richiesti, leggi le nostre guide su infissi e Classe Energetica e su sostituire la caldaia per migliorare la Classe Energetica.

Perché la media non basta a capire la tua casa

I numeri ENEA descrivono tendenze, non singoli immobili. Due appartamenti dello stesso palazzo anni Sessanta possono trovarsi in classi diverse: uno ha cambiato caldaia e infissi, l’altro no; uno è all’ultimo piano sotto un tetto non isolato, l’altro è protetto tra due alloggi riscaldati. Nel rapporto questa variabilità è evidente proprio negli edifici più vecchi, dove le prestazioni oscillano molto più che nelle case recenti.

Ecco perché l’unico modo per conoscere davvero la tua casa è un APE fatto sui dati reali: il sopralluogo, la verifica degli impianti, il libretto di impianto e la documentazione dei lavori già eseguiti. Ogni intervento documentato entra nel calcolo e può fare la differenza tra una lettera e l’altra. E se non sei sicuro di cosa ti serva, trovi le differenze tra i due strumenti nella guida su diagnosi energetica o APE.

La carta d’identità energetica di una casa con qualche anno in più

Il rapporto ENEA lo conferma con numeri chiari: tre case su quattro tra quelle certificate sono state costruite prima del 1991 e in quelle fasce la Classe F o G è la norma, mentre le abitazioni recenti consumano una frazione dell’energia. Allo stesso tempo, quasi 9 interventi raccomandati su 10 non richiedono una ristrutturazione importante, quindi migliorare è più alla portata di quanto si pensi.

Il primo passo è sapere con esattezza dove si trova la tua casa, rispetto alla sua epoca e rispetto a ciò che potrebbe diventare. Con Apefacile.it ordini l’APE online in meno di 5 minuti: uno dei nostri oltre 1.000 Tecnici Certificatori analizza la tua abitazione e ti consegna l’attestato, raccomandazioni comprese, in 72 ore lavorative dalla documentazione completa oppure in 24 ore con SOS APE. Oltre 100.000 clienti in tutta Italia ci hanno già scelto e ci valutano 4,9 su 5 su Trustpilot.

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