Bollette luce e gas fino al 40% in più questo inverno: quanto pesa davvero la Classe Energetica di casa tua

L’autunno 2026 si apre con una previsione poco rassicurante: secondo le stime più recenti le bollette di luce e gas potrebbero costare fino al 40% in più tra settembre e dicembre rispetto allo stesso periodo del 2025. Prima di pensare a quale offerta cambiare, però, vale la pena farsi un’altra domanda: quanta energia consuma la tua casa? Perché a parità di prezzo, è la Classe Energetica a decidere se l’aumento lo senti appena o se ti pesa per tutto l’inverno.

Aumento bollette autunno 2026: cosa dicono i numeri

La stima che ha fatto il giro dei giornali arriva da un’analisi di Facile.it basata sui prezzi a termine dell’energia rilevati a fine agosto. Per una famiglia tipo con 2.000 kWh di elettricità e 1.100 metri cubi di gas all’anno, con un contratto a prezzo indicizzato sul mercato libero, la spesa di settembre-dicembre salirebbe a circa 982 euro, cioè 270 euro in più rispetto al 2025:

  • gas: circa 709 euro, +43%, trainato da un PSV, cioè il prezzo all’ingrosso del gas in Italia, atteso in forte crescita;
  • luce: circa 273 euro, +27%, con il PUN, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, anch’esso in salita.

I segnali si vedono già: per il mese di agosto ARERA ha aggiornato il prezzo del gas per i clienti vulnerabili a circa 1,44 euro al metro cubo, +6,9% in un solo mese.

Intanto facciamo due precisazioni. La prima: si tratta di stime, che possono cambiare in base all’andamento dei mercati. La seconda: l’aumento non colpisce tutti allo stesso modo, perché chi ha un contratto a prezzo fisso resta protetto fino alla scadenza dell’offerta. Su un punto però non ci sono dubbi: il gas pesa più della luce e il gas, nella maggior parte delle case italiane, serve soprattutto a scaldarsi. Ed è qui che entra in gioco la Classe Energetica.

Cos’è la Classe Energetica e cosa c’entra con i consumi

La Classe Energetica è la lettera, dalla A4 alla G, che trovi sull’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Nasce da un indice chiamato EPgl,nren, cioè l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile: indica quanta energia da fonti non rinnovabili serve ogni anno a un metro quadro di quella casa per riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria e, dove previsto, ventilazione e illuminazione. Il metodo con cui un Tecnico Certificatore Energetico fa il calcolo è fissato dalle Linee Guida Nazionali del 26 giugno 2015 e lo trovi spiegato passo per passo nella nostra guida su cos’è la Classe Energetica e come si calcola.

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In pratica, la Classe Energetica dice quanto la tua casa “trattiene” il calore. Una casa ben isolata con un impianto efficiente ha bisogno di poca energia per restare calda. Una casa con muri non isolati, infissi datati e una vecchia caldaia disperde calore verso l’esterno e ogni grado perso va ricomprato in bolletta, al prezzo di quest’inverno.

Quanto pesa la Classe Energetica sulla bolletta: un esempio concreto

Per rendere l’idea abbiamo fatto una simulazione su un appartamento di 90 metri quadri riscaldato a gas, con acqua calda prodotta dalla stessa caldaia. Per ogni classe siamo partiti dal valore mediano dell’EPgl,nren degli immobili residenziali certificati nel 2024, pubblicato da ENEA nel Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici. Il prezzo del gas è quello ARERA di agosto e l’ultima colonna ipotizza il rincaro del 40% stimato per l’inverno.

Classe EnergeticaEPgl,nren mediano ENEA (kWh/m² anno)Gas stimato (m³ anno)Spesa gas annua oggiCon +40%
A167550790 €1.110 €
B83680970 €1.360 €
C1018301.190 €1.670 €
D1261.0301.480 €2.070 €
E1541.2601.800 €2.530 €
F1901.5502.230 €3.120 €
G2862.3303.360 €4.700 €

La lettura è immediata. Tra una casa in Classe G e una in Classe A1 la spesa teorica per il gas è più di 4 volte superiore. E il rincaro amplifica la distanza: tra Classe E e Classe C la differenza annua passa da circa 610 euro a circa 860 euro, solo per effetto dell’aumento dei prezzi. In altre parole, più la classe è bassa, più ogni punto percentuale di aumento costa caro.

La tabella va letta con il giusto spirito, perché mostra consumi teorici, non bollette. L’APE calcola i fabbisogni in condizioni standard, cioè con temperature interne e orari di accensione convenzionali, per permettere di confrontare case diverse con lo stesso metro. La bolletta reale dipende anche da come vivi la casa, dalla zona climatica, dall’esposizione e dal piano, per cui nelle case meno efficienti i consumi effettivi sono spesso più bassi di quelli calcolati: semplicemente, si tende a scaldare meno e a sopportare più freddo. Il messaggio però non cambia: la distanza tra una classe e l’altra resta e con i rincari si allarga.

Nella tabella manca la Classe A4 e c’è un motivo. Nelle classi più alte il riscaldamento è quasi sempre affidato a una pompa di calore abbinata a fonti rinnovabili, quindi la spesa si sposta dalla bolletta del gas a quella della luce, che quest’inverno cresce meno.

Perché l’Italia è particolarmente esposta ai rincari

Il problema non riguarda poche case. Secondo l’ultimo rapporto ENEA, basato sugli attestati raccolti nel SIAPE, il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica, il 45,3% degli immobili residenziali certificati nel 2024 è in Classe F o G: quasi uno su due, su oltre un milione di APE analizzati. Significa che una fetta enorme delle famiglie italiane vive in case che hanno bisogno di molta energia per restare calde e che quindi trasformano ogni aumento del prezzo del gas in un aumento quasi proporzionale della spesa.

Non a caso l’Europa, con la Direttiva UE 2024/1275, la cosiddetta direttiva Case Green, punta a ridurre progressivamente i consumi del parco residenziale partendo proprio dagli edifici meno efficienti. Il legame tra efficienza e bollette è lo stesso che spiega come la Classe Energetica influenza il prezzo delle case: una casa che consuma meno costa meno da vivere e vale di più sul mercato.

Come risparmiare in bolletta partendo dalla tua casa

Cambiare offerta può aiutare, ma agisce solo sul prezzo, non sulla quantità di energia che consumi. Per ridurre la spesa in modo stabile conviene intervenire anche sulla casa, con un ordine logico.

  1. Parti dall’APE. Se hai un Attestato di Prestazione Energetica recente, guarda la classe e soprattutto le raccomandazioni, cioè gli interventi migliorativi suggeriti dal Tecnico Certificatore con il relativo impatto. Se non ce l’hai o è datato, è il primo passo per sapere dove la tua casa disperde energia e pianificare gli interventi energetici nel tempo.
  2. Cura quello che hai già. Una caldaia con manutenzione regolare, le valvole termostatiche tarate bene e un cronotermostato programmato sui tuoi orari reali sono accorgimenti a costo contenuto che si fanno sentire già da quest’inverno.
  3. Valuta gli interventi sugli impianti. La sostituzione del generatore di calore è spesso l’intervento con il miglior rapporto tra spesa e risultato: ne parliamo nella guida su sostituire la caldaia per migliorare la Classe Energetica.
  4. Pianifica gli interventi sull’involucro. Cappotto, isolamento del tetto e infissi richiedono budget e tempi diversi, ma sono quelli che riducono in modo più strutturale il fabbisogno. Per capire come arrivarci per gradi leggi anche come migliorare la Classe Energetica fino alla D.

Non serve fare tutto subito. Serve sapere da dove iniziare, per non spendere soldi su un intervento che sposta poco.

L’inverno più caro si affronta conoscendo la tua casa

I rincari stimati per l’autunno 2026 riguardano tutti, ma non pesano su tutti allo stesso modo. Il prezzo dell’energia non lo decidi tu, la quantità che ne consumi in buona parte sì. La Classe Energetica è il modo più semplice per misurarla e confrontarla con quella di altre case. Sapere in che classe si trova la tua abitazione e quali interventi la migliorerebbero ti permette di trasformare un inverno di bollette salate in un piano concreto di risparmio.

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